Gruppo femminista ‘assalta’ l’aeroporto di Liegi: “basta armi a Israele”
Le attiviste del collettivo belga LilithS hanno letteralmente dipinto di rosso la hall dell’aeroporto di Liegi per protestare contro la collaborazione militare tra Bruxelles e Israele, riproducendo simbolicamente la carneficina provocata recentemente da Tel Aviv nella Striscia di Gaza. Una strage che, hanno voluto denunciare le attiviste - lo avevano fatto in precedenza anche 26 diverse organizzazioni non governative e associazioni - può contare sulla collaborazione del governo belga e sull’Unione Europea, che permettono che dall’aeroporto di Liegi transitino sistemi militari destinati a Israele.

Gruppo femminista ‘assalta’ l’aeroporto di Liegi: “basta armi a Israele”

Le attiviste del collettivo belga LilithS hanno letteralmente dipinto di rosso la hall dell’aeroporto di Liegi per protestare contro la collaborazione militare tra Bruxelles e Israele, riproducendo simbolicamente la carneficina provocata recentemente da Tel Aviv nella Striscia di Gaza. Una strage che, hanno voluto denunciare le attiviste - lo avevano fatto in precedenza anche 26 diverse organizzazioni non governative e associazioni - può contare sulla collaborazione del governo belga e sull’Unione Europea, che permettono che dall’aeroporto di Liegi transitino sistemi militari destinati a Israele.

Quanto è grande veramente l’Africa?

Quanto è grande veramente l’Africa?

C’è un’opera in Italia che “ce l’ha chiesta l’Europa“.

C’è un’opera in Italia che se andate a fondo poi vedete che non ce l’ha chiesta l’Europa.

C’è un’opera in Italia che se guardate la storia scoprite che l’hanno voluta persone come Romano Prodi, Umberto Agnelli, e compagnia cantante.

C’è un’opera in Italia che avrebbe dovuto trasportare passeggeri.

C’è un’opera in Italia che visto che il trasporto passeggeri non la giustificava, ci si è inventati il trasporto merci.

C’è un’opera in Italia che avrebbe dovuto essere iniziata solo quando la linea ferroviaria esistente fosse stata satura in rapporto al trasporto merci.

C’è un’opera in Italia che viene realizzata con la linea ferroviaria esistente che è utilizzata per 1/3 rispetto alle sue potenzialità (dati RFI) riguardo al trasporto merci.

C’è un’opera in Italia che viene realizzata nonostante che non si faccia nulla per trasferire il traffico merci dalla strada alla rotaia. Anzi.

C’è un’opera in Italia che per realizzarla hanno creato un apposito sito strategico.

C’è un’opera in Italia che per realizzarla hanno chiamato l’esercito.

C’è un’opera in Italia che ti viene il magone a vedere come hanno distrutto il territorio già solo per iniziarla.

C’è un’opera in Italia che dato che ti viene il magone ad avvicinarti al cantiere, è meglio fotografarla da lontano.

C’è un’opera in Italia tutti sanno che è inutile eppure si fa lo stesso.

C’è un’opera in Italia che chiamano “di pubblica utilità”, ma di pubblica utilità non ha nulla.

C’è un’opera in Italia che prosciugherà le tasche degli italiani: Si Tav e No Tav.
Noi siamo i rifugiati di Villa Aldini, venuti dall’Africa.
Siamo qui per chiedere asilo politico.
Ci troviamo a Bologna da febbraio 2014.Per arrivare qui abbiamo rischiato la nostra vita, affrontando un viaggio che dal deserto ci ha portato fino in Libia, dove ci siamo imbarcati per raggiungere le coste italiane.
Noi siamo in Europa e in Italia, pensando che questi fossero paesi di Diritti: lavoro,casa,accoglienza.
Ma ora dove sono questi diritti?
Adesso abbiamo ottenuto il permesso di soggiorno umanitario, ma in seguito a questo le autorità vorrebbero metterci in strada.

Cosa chiediamo:
*l’accoglienza, che è il primo passo per costruire ed affermare la nostra comune umanità
*la residenza per tutti
*la revisione del permesso umanitario in asilo politico
*il diritto ad una vita dignitosa: formazione, casa, lavoro
* un supporto a tutte le persone e associazioni di volontariato e solidali.
Quali farmaci raccogliere per Gaza, dove spedirli, a chi poter fare una donazione.

Quali farmaci raccogliere per Gaza, dove spedirli, a chi poter fare una donazione.

Qual è l’alternativa all’invio delle armi in Iraq?
«L’alternativa è non inviare armi in Iraq. Punto. Trovo sconcertante che l’unica risposta che i governi del mondo sanno dare ai conflitti è la stessa, da anni e anni. È sconcertante perché quelli che si candidano e dicono di voler portare la pace sono i responsabili del macello, perché è proprio la presenza di armi che permette ai diversi gruppi di fare la guerra. In Iraq non ci sono poche armi. Ce ne sono troppe. Ed è la strategia “armiamo il meno peggio”, o l’avversario del nemico di turno, quella che ha creato i talebani».

Ma allora che si fa?
«Più che mandare in Kurdistan vecchie armi, quasi moschetti, dovremmo valutare una forza di interposizione Onu. E poi in questi giorni sto pensando molto a quello che Giovanni Falcone diceva della mafia: bisogna seguire i soldi. Vale anche per la guerra. Come si finanziano questi taglia gole? Forse scopriremmo contatti con i governi amici».
Che cos’è il land grabbing, dove è più diffuso e perché non è una cosa buona: l’infografica di Popoli.

Che cos’è il land grabbing, dove è più diffuso e perché non è una cosa buona: l’infografica di Popoli.

Petizione: http://chn.ge/Vxmt96